marina piccola

Cosa fai quando arrivi a Capri per una gita giornaliera? E per un fine settimana? O magari per un periodo di relax più lungo? La risposta non cambia: devi ammirare le bellezze naturalistiche dell’Isola Azzurra. Ci sono decine di luoghi da visitare (se vuoi qualche consiglio puoi dare uno sguardo alla sezione dedicata a Capri), ma uno più di tutti non deve mancare: la Grotta Azzurra.

Questa è la grotta più famosa dell’isola, una caverna che può essere visitata attraversando una piccola apertura a filo d’acqua. E che ha incantato viaggiatori da ogni parte del mondo grazie al gioco di riflessi che trasforma il mare in una piscina blu intenso.

4 grotte di Capri che forse non conosci

La Grotta Azzurra. Ma sai che c’è anche altro?

In passato la Grotta Azzurra è stata il ninfeo privato dell’Imperatore Tiberio (oggi puoi ancora visitare Villa Jovis), poi è stata abbandonata perché gli abitanti dell’isola la credevano infestata dagli spiriti. Riscoperta durante il XIX secolo, la Grotta Azzurra è diventata uno dei simboli di Capri.

Ma non è l’unica grotta che merita una visita. A Capri ci sono altre insenature e caverne marine (ma non solo) che raccontano storie antiche, e incantano con i colori della natura. Ecco una breve lista.

La Grotta Verde

Parente stretta della Grotta Azzurra, anche se situata dall’altro capo dell’isola, è sicuramente meno facile da raggiungere. Per visitare la Grotta Verde, infatti, devi prenotare un giro dell’isola in barca perché può essere raggiunta solo via mare.

Per entrare nella Grotta Verde non devi affrontare cunicoli e ingressi turbolenti come avviene con la Grotta Azzurra, ma i riflessi della luce sul fondale regalano emozioni simili. Qui il mare è color smeraldo, ed è difficile resistere alla tentazione di un tuffo. Una curiosità: prima si chiamava grotta dei Turchi perché in quelle zone si appostavano i pirati per gli agguati.

La Grotta Bianca

Ancora una grotta che evoca colori, da raggiungere solo via mare. La Grotta Bianca ha una forma ancora diversa: stretta e alta, poco profonda, da visitare sulla barca ma anche a piedi.

Vicino alla Grotta Bianca, infatti, c’è una scaletta scavata nella roccia che permette ai viaggiatori di salire sulla parte superiore della grotta per ammirare le stalattiti e le stalagmiti, ma anche lo specchi d’acqua grazie a un’apertura nella roccia.

La grotta di Matermania

grotta di amtermaniaLasciamo il mare di Capri per incamminarci lungo uno dei percorsi più belli dell’isola: il Pizzo Lungo. Questo sentiero attraversa una delle zone più panoramiche dell’isola: raggiunge l’Arco Naturale, la zona in cui puoi toccare punta campanella e la Costiera Amalfitana con un dito, e poi scende lungo una scalinata che ti permette di raggiungere la grotta di Matermania. Questa insenatura è famosa perché un tempo ospitava un lussuoso ninfeo e un tempio romano dedicato alla dea Cibele, Mater Magna, la divinità della natura selvaggia. Il monaco eremita Miradois arrivò a capri dopo la prima Guerra mondiale e trasformò la grotta in dimora, e anche il Barone Fersen occupò questa caverna il 25 agosto 1910 inscenando i suoi tableau vivan.

Le grotte di Capri

Queste ovviamente sono solo tre delle diverse insenature dell’isola azzurra. Ce ne sono anche altre lungo la costa, e le puoi visitare tranquillamente se prenoti un giro dell’isola su uno dei classici gozzi isolani. Un consiglio: se vuoi essere sicuro di non perderne neanche una prenota la gita con un marinaio. Ti darà tutte le indicazioni sui luoghi e sulla natura di Capri.

Share: